Inaugurazione del PALAZZO SENZA TEMPO

presentazione del restauro del Palazzo di Via Carraia, Peccioli


Il Palazzo Senza Tempo è un edificio storico nel cuore del centro storico di Peccioli. Il palazzo in via Carraia è stato anticamente di proprietà di una contessa, negli anni è diventato lo scenario di decine di storie di famiglie contadine che fino agli ultimi decenni del secolo scorso lavoravano nella fattorie delle Serre. L’edificio ex Gaslini, poi, è stato anche sede delle scuole. Edificio, ora, oggetto di un restyling da 5,8 milioni di euro finanziato da amministrazione comunale e Belvedere Spa.


Il Palazzo Senza Tempo è uno spazio di 2800 metri quadrati, di cui 2400 recuperati dal vecchio edificio al civico 11 di via Carraia. La parte nuova è uno spettacolare terrazza sospesa progettata dall’archistar Mario Cucinella. L’edificio sarà, una volta completato e inaugurato, non solo un elemento architettonico di avanguardia, perfettamente in linea con la presenza di Peccioli alla Biennale di Venezia che proseguirà fino al prossimo 21 novembre. Ma farà da cornice ideale a una serie di opere, come quella di Jeppe Hein, che sarà svelata nelle prossime settimane. Un modo ideale per coniugare al meglio arte e architettura contemporanea. Un percorso simile a quello intrapreso a Ghizzano, trasformato in un museo a cielo aperto e frutto della collaborazione tra Comune di Peccioli, Fondazione Peccioliper e Belvedere Spa. 


Con il Palazzo Senza Tempo il rapporto tra arte e comunità sale a un livello ancora più alto. Un bene di nuovo accessibile e aperto ai cittadini ma che punta a trasformarsi in luogo simbolo e anche volano dell’economia, centro polifunzionale connesso principalmente al turismo straniero che punta non solo su natura ed enogastronomia ma anche sulla cultura. Un edificio con un affaccio mozzafiato sulle colline e sull’anfiteatro Fonte Mazzola. Un edificio, però, che diventa esso stesso simbolo d’arte. Con la sua terrazza, certo, ma anche con il murales, curato dal pittore e scultore francese Daniel Buren. Un edificio, infine, scrigno di tesori, come l’opera, per ora ancora misteriosa, di Jeppe Hein.

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